Termovalvole, proroga della Regione Lombardia al 30 giugno 2017 – Termoregolazione e contabilizzazione autonoma del calore nei condomini – Regione ed Assoedilizia sulla stessa linea della legge

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Associazione della Proprietà Edilizia Milano
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Federazione Regionale della Proprietà Edilizia

 

La Regione Lombardia ha disposto, con deliberazione del Consiglio Regionale, la proroga  al 30 giugno 2017 del termine entro il quale installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore nei condomini con impianti centralizzati, adeguandosi a quanto deciso lo scorso dicembre dal Consiglio dei Ministri con il decreto Milleproroghe.

La Regione Lombardia, ad evitare possibili contrasti con la normativa nazionale, ha dunque deciso, in conformità a quanto a suo tempo suggerito da Assoedilizia, di allineare il termine regionale di adempimento, a quello statale.

La proroga permette ai condomini di avere tempo in più per dotarsi di contatori di fornitura e valvole termostatiche sui singoli termosifoni per la regolazione della temperatura.

L’ inadempienza agli obblighi avrebbe comportato, dal 1 Gennaio 2017, multe da 500 a 2.500 euro sia per il condominio sia per il singolo proprietario dell’unità immobiliare.

Foto: Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici con il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni

Proroga del termine di installazione dei contabilizzatori di calore e dei termoregolatori – Impianti Termici – Termovalvole – Regione Lombardia e Legge statale – gennaio 2017 – Assoedilizia

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Assoedilizia contesta la decisione: la Regione rispetti la legge dello Stato

REGIONE LOMBARDIA: NIENTE PROROGA PER I CONTABILIZZATORI DI CALORE E PER I TERMOREGOLATORI

La Regione Lombardia ha emesso un comunicato con il quale precisa che “la proroga disposta con l’art. 6, comma 10 D.L. 244/2016 (relativa all’obbligo di installazione dei contabilizzatori di calore e dei termoregolatori) non ha effetto in Regione Lombardia” in quanto proveniente da legge statale e non da legge regionale che modifichi la precedente in vigore.

Assoedilizia contesta fermamente tale interpretazione.

In effetti la proroga del termine è stata introdotta con norma dello Stato che modifica la sua precedente disciplina costituita dal decreto legislativo di attuazione della direttiva europea n. 2012/27/UE fonte dell’obbligo generale.

E’ ben vero che la potestà legislativa in materia spetta alle Regioni, ma la Costituzione prevede che le Regioni debbano rispettare i principi fondamentali la cui determinazione spetta allo Stato.

E sembra proprio che la modifica del termine stabilito nella legge di attuazione rientri nella previsione costituzionale.

In caso contrario, a livello nazionale, ci troveremmo di fronte ad una ingiustificata e irragionevole disparità di trattamento nei confronti dei titolari di diritti di proprietà e di una serie di diritti soggettivi.

foto:
Achille Colombo Clerici pres. Assoedilizia

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Gas esplosione in palazzina a Roma – 28 Dicembre 2016 – Dichiarazione del presidente di Assoedilizia

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Associazione della Proprietà Edilizia
Milano

 

 

Esplosioni di gas nelle case: un bollettino di guerra
Colombo Clerici (Assoedilizia): è una vergogna che ciò continui ad avvenire, negli anni Duemila ed in un Paese moderno e civile?
Roma, 28 dicembre 2016

Quest’oggi un’ennesima esplosione in Roma: madre e figlia sotto le macerie. Causa probabile, una fuga di gas nella palazzina.

Secondo i Vigili del Fuoco, in Italia si contano nei primi mesi del 2016 38 esplosioni e 10.625 fughe di gas. Lo scorso anno si sono registrate 177 esplosioni (una ogni due giorni) e oltre 23.000 fughe di gas. Decine i morti, centinaia i feriti, danni difficilmente calcolabili. C’è qualcosa che non va.

Sono troppo frequenti i casi che dimostrano la pericolosità del gas (metano in particolare).

E’ quasi un bollettino di guerra. Ma è possibile che ciò continui ad avvenire, negli anni Duemila ed in un Paese moderno e civile?

Il presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici dichiara:

“C’è molta incoerenza nelle norme di sicurezza che regolano le modalità di uso domestico del gas.

Emblematica è la  storia del metano: il “pubblico” fornisce ai cittadini una materia altamente deflagrante (ricordiamo che esso possiede 5 volte il potere calorifico del vecchio gas di città ed inoltre stratifica rendendo difficile la dispersione).

In questo quadro, si potrebbe pensare che il pubblico debba assumersi l’onere di tutelare la sicurezza dei cittadini, ma non ne dispone la integrale obbligatorietà; non stabilisce che gli enti erogatori (che esercitano un’attività economica, traendone profitto, costituente però al tempo stesso un servizio di interesse pubblico) eseguano, sotto la loro responsabilità, i relativi controlli di regolarità dell’uso e di applicazione di tutte le misure di sicurezza all’interno delle abitazioni, oltre che all’esterno, interrompendo l’erogazione in caso di anomalie; non dispone per una assicurazione sociale (come la previdenza e l’assistenza sociali) che risponda, in termini di primo rischio assoluto e con copertura del cento per cento,  sul piano, non solo della responsabilità civile, ma anche del costo di ricostruzione dell’immobile.

Ci si dimentica che non ci troviamo di fronte ad una calamità naturale ineluttabile, come fosse un terremoto od una inondazione, generata dalle forze della natura; ma ad un fatto causato da azioni umane (private e pubbliche) combinate a norme di legge lacunose o distorte.

I controlli della rete di distribuzione del gas a monte del contatore sono a carico dell’ente erogatore che li effettua sotto la sua responsabilità, anche ai fini della responsabilità civile (se qualcosa non va, dovrebbe bloccare subito la erogazione).

A valle dei contatori (cioè nelle abitazioni) i controlli sono a carico dell’ASL.

Si dispone che i fornelli delle cucine non possano essere venduti, se non sono dotati del dispositivo della valvola termostatica, che impedisce la fuoriuscita del gas in caso di spegnimento della fiamma; e poi si permette che in milioni di case continuino ad usarsi vecchi fornelli che ne sono privi.

Non viene disposta l’installazione  obbligatoria, all’interno delle abitazioni, di apparecchiature che interrompano automaticamente l’erogazione del gas, o diano l’allarme in caso di perdite dell’impianto.

Gli apparecchi domestici (cucine, forni) andrebbero “blindati” ad evitare manomissioni da parte di chi vuol far un uso improprio di questa sostanza altamente pericolosa (ad esempio per tentativi di suicidio o per minacciare e compiere ritorsioni).

Il tutto sotto la responsabilità degli enti erogatori che dovrebbero,in presenza di difetti, interrompere immediatamente la fornitura del gas.

Sui nostri suggerimenti tecnici concorda anche il C.I.G. Comitato Italiano Gas.

Per contenere se non eliminare il fenomeno Assoedilizia, oltre alle misure di sicurezza suesposte, propone che venga incentivato l’utilizzo di cucine, scaldabagni e impianti di riscaldamento elettrici attraverso:

– agevolazioni per chi opera la trasformazione da alimentazione a gas ad elettricità simili a quelle per il contenimento energetico (contributi delle amministrazioni locali all’installazione e detrazione delle spese in più anni dall’Irpef);

– obbligatorietà della trasformazione per cittadini con età superiore ai 65 anni e per chi ha rivelato problemi psichici;

– per i meno abbienti, tariffe elettriche agevolate, incrementando quanto già previsto oggi dalla legge”.

*    *    *

Il problema è strettamente connesso alla questione energetica ed alla scelta fatta dal nostro Paese.

Con l’opzione referendaria antinucleare del 1987 l’Italia ha deciso per l’uso prioritario dei combustibili fossili, idrocarburi in primis.

Con la conseguenza di una evidente proliferazione, all’interno delle nostre città e delle nostre case, di punti di consumo e quindi di inquinamento atmosferico, ma anche di rischio, laddove si tratti dell’uso del metano o di bombole.

Diversamente accadrebbe se si potesse utilizzare, come avviene all’estero, l’energia elettrica per usi domestici.

Assoedilizia denuncia da decenni l’inadeguatezza e l’incoerenza delle norme di sicurezza che regolano le modalità di uso domestico del gas, l’unico “esplosivo” che la legge consente di immettere nelle abitazioni. In particolare, il metano possiede cinque volte il potere calorifico del vecchio gas di città.

E dunque, a mali estremi estremi rimedi: bisogna offrire ai cittadini un mezzo drastico di difesa.

Quando si sente odore di gas chiunque deve potersi attivare per eliminare il pericolo: un po’ come avviene sui treni dove esiste il comando di freno di emergenza, azionabile prima ancora di avvisare il capotreno ( “gli abusi verranno puniti”, intimano  i cartelli, ma intanto si deve poter agire ).

Occorre dunque installare un comando nelle parti comuni dell’edificio che permetta, a chiunque avverta il pericolo ed ovviamente sotto la sua responsabilità, di interrompere il flusso del gas bloccando le condutture direttamente all’esterno dell’edificio stesso.

Poi arriveranno i Vigili del fuoco, i tecnici del settore e faranno tutte le verifiche ed i controlli o le riparazioni del caso prima di “riarmare” il congegno di blocco e ripristinare il flusso del gas.

Ad evitare scherzi scriteriati potrebbe essere installata una telecamera collegata al dispositivo di blocco per identificare l’autore dell’allarme.

Ovviamente il costo di tale installazione di sicurezza va addebitato non al proprietario di casa, ma all’azienda erogatrice.

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Termoregolazione e Contabilizzazione calore – Convegno Assoedilizia Nov. 2016

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Convegno sulle molte questioni poste dalla installazione obbligatoria delle termovalvole nelle case

ASSOEDILIZIA, NUOVO SPORTELLO CONTABILIZZAZIONE E TERMOREGOLAZIONE

L’Unione Europea ha emanato una direttiva sul risparmio energetico in generale e in particolare per quanto riguarda il riscaldamento domestico che si traduce, tra l’altro, anche nell’ obbligo della installazione di termovalvole e contabilizzatori ai caloriferi che permettono di regolare la temperatura in casa anche con gli impianti di riscaldamento centralizzati e di rilevare i consumi di ogni singola unità immobiliare.

Questa “responsabilizzazione” del proprietario o dell’inquilino ha il duplice obiettivo di ovviare alle conseguenze della disparità di temperatura tra i diversi appartamenti dello stesso condominio (abbiamo tutti presente le diatribe in assemblea condominiale tra chi ha l’alloggio troppo caldo – e chiede di abbassare il riscaldamento – e chi ce l’ha troppo freddo, e chiede di aumentarlo); e di commisurare i costi di riscaldamento all’effettivo consumo.
Inducendo nel contempo una sorta di virtuosità obbligata in base alla semplice equazione minor consumo e minor inquinamento uguale maggior risparmio.

I dispositivi di termoregolazione e contabilizzazione, volontariamente applicabili dal 1991, sono diventati obbligatori, dopo diversi rinvii, entro il 31 dicembre di quest’anno. Se non si è in regola – ne fa fede il Catasto energetico – sono pronte sanzioni da 500 a 2500 euro per ogni appartamento “fuorilegge”.
Saggi principi quelli suddetti. Ma che per essere messi in pratica devono superare gli scogli di leggi e normative nazionali, regionali, comunali; evitando casi di iniquità. Un esempio per tutti. Il proprietario di un appartamento all’ultimo piano che ha come tetto una terrazza talvolta non ben coibentata deve pagare, per avere in casa una temperatura accettabile, molto di più di chi abita sotto di lui.
Questo e molti altri casi hanno fatto sì che lo scorso luglio il Governo emettesse un decreto correttivo che modifica l’adempimento. Si stabiliscono nuove modalità di riparto in base ai consumi, ma restano i termini improrogabili di fine anno: alquanto incongrui se si considera, ad esempio, che i termini scadono in inverno quando gli impianti di riscaldamento sono in piena attività e bloccarli per i lavori sarebbe assurdo; inoltre molti fornitori sono rimasti senza termovalvole e contabilizzatori, altri sono impegnati fino a primavera. E ancora: ci sono eccezioni alla regola, ad esempio quando il risparmio energetico non c’è oppure quando i lavori non sono tecnicamente fattibili.

Tutto questo, e molto altro, è stato discusso nel corso del convegno “Contabilizzazione e termoregolazione- Novità del  D. LGS. 141/2016 – Casi di esonero e di deroga – Come procedere”. La tavola rotonda si è proposta di chiarire le ultime novità introdotte dal D. LGS. 141/2016 in vigore dal 26.7.2016 nonché di indicare le modalità operative per la gestione delle nuove installazioni dei contabilizzatori e per la gestione dei prossimi consuntivi e riparti. E’ stato inoltre dato uno sguardo sulle proposte di futura modifica della disciplina.

Nell’occasione è stato presentato il nuovo servizio Assoedilizia “Sportello contabilizzazione e termoregolazione” in considerazione delle difficoltà suscitate dalla normativa, nonché delle numerosissime richieste di consulenza degli associati. Il servizio di consulenza tecnica e legale è specificamente dedicato a queste tematiche (quali, ad esempio: incarico ai tecnici, delibere assembleari, nuove tabelle millesimali, gestione delle richieste dei condomini e dell’eventuale contenzioso).

Al Convegno sono intervenuti:

– Avv. Cesare Rosselli, Coordinatore consulenti Assoedilizia e Responsabile corsi amministratori di Assoedilizia;
–  Avv. Antonella Giraudi, consulente Assoedilizia;
– P.I. Mauro Canesi, consulente Assoedilizia;
– Ing. Luca A. Piterà, Segretario Tecnico AiCARR;
– Avv.  Pier Paolo Bosso, Coordinamento legali Confedilizia.

 

Esplosione Gas Milano – Intervista ad Achille Colombo Clerici su IL GIORNO QN del 13 giugno 2016 – Assoedilizia

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Esplosione Gas Milano – Intervista ad Achille Colombo Clerici su IL GIORNO QN del 13 giugno 2016

L’allarme di Assoedilizia: “È un bollettino di guerra. Ora misure d’emergenza”
Interventi di sicurezza e prevenzione obbligatori

di MARIO CONSANI

“E’ un bollettino di guerra. Ci siamo messi in casa un nemico pericolosissimo e facciamo finta di niente. Sono vent’anni che lo diciamo, ma nessuno ci ascolta”.

A rischio di passare per grillo parlante, l’avvocato Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, punta il dito contro i rischi del metano fin dal ’94, l’anno dell’esplosione della palazzina di viale Monza con sette morti.

RISCHI DEL METANO

Abbiamo immesso nelle case un materiale pericoloso quasi senza accorgercene: cinque volte più deflagrante del vecchio gas in città “Il problema dice è che ormai siamo assuefatti all’ecatombe. Scoppiano le case in tutta Italia e quasi non se ne parla più”.

 Avvocato, ma lei rimpiange il vecchio gas?
“Dico che abbiamo immesso nelle nostre vite un materiale altamente pericoloso quasi senza accorgercene.
Il metano è cinque volte più deflagrante del vecchio gas di città. Quando esplodeva quello, partivano le finestre e al massimo cadeva qualche tramezzo. Qui crollano i palazzi”.

Ma il “metano ci dà una mano” diceva lo slogan. O no?
“La verità è che sarebbe meglio e più sicuro utilizzare dappertutto i fornelli elettrici. Il problema è che l’Italia non ha energia elettrica a sufficienza, così il metano è ormai un affare di Stato…”.

Lei dice: chi Io fornisce dovrebbe vigilare sulla sicurezza e rispondere di tutti gli eventuali danni provocati.
“La legge non stabilisce, per esempio, che chi eroga il gas esegua i relativi controlli di regolarità dell’uso e di applicazione di tutte le misure di sicurezza dentro e fuori le abitazioni bloccando subito l’erogazione in caso di anomalie”.

E la copertura dei rischi?
“Dovrebbe esistere un’assicurazione sociale che risponda con copertura del cento per cento non solo sul piano della responsabilità civile, ma anche del costo di ricostruzione dell’immobile”.

Il pericolo è diffuso.
“In milioni di case. Ma ci si dimentica che non ci troviamo di fronte ad una calamità naturale, un terremoto o un’inondazione.
Qui le cause della strage derivano da azioni umane private e pubbliche, combinate a norme di legge lacunose o distorte”

Qualcosa si è fatto. I fornelli non possono più essere venduti senza la valvola che impedisca la fuoriuscita del gas qualora si spenga la fiamma.
“Sì, ma poi si permette che in milioni di case si continuino ad usare i vecchi fornelli che ne sono privi”.

Si dovrebbe imporre l’adeguamento?
“Certo. Bloccando l’erogazione del gas a chi non si metta in regola.
E dovrebbe essere disposta l’installazione obbligatoria, all’interno delle abitazioni, dì apparecchiature che interrompano automaticamente la fuoriuscita del gas, o diano l’allarme in caso di perdite dell’impianto”.

Resterebbe comunque il problema legato alle azioni di chi magari sceglie proprio il gas per togliersi la vita senza pensare ai danni collaterali.
“Dovrebbe essere permesso ai tecnici di entrare nelle case. Gli apparecchi domestici come le cucine e i forni andrebbero “blindati”, nel senso di sostituire i vecchi tubi con i nuovi, metallici, che impedirebbero manomissioni da parte di chi voglia far un uso improprio di questa sostanza altamente pericolosa”.

I CONTROLLI DIFFUSI
Chi eroga il gas esegua controlli su uso e misure di sicurezza dentro e fuori te abitazioni bloccando tutto in caso di anomalie.
Ma lei crede davvero che qualcosa del genere prima o poi si faccia?
“In caso contrario, sarebbe almeno opportuno incentivare l’utilizzo diffuso di cucine, scaldabagni e impianti di riscaldamento elettrici”.

Che però costano.
“Chi opera la trasformazione da alimentazione a gas a quella ad elettricità dovrebbe godere dì agevolazioni fiscali simili a quelle che già esistono per il contenimento energetico. E comunque il passaggio dovrebbe essere imposto ai cittadini con età superiore ai 65 anni e per chi ha rivelato problemi psichici. Ovviamente, con tariffe elettriche agevolate”.

IL PERSONAGGIO
IL ruolo
Achille Colombo Clerici, giurista, è presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia l’associazione dei proprietari di immobili.

La denuncia
“Già dopo la tragedia di viale Monza chiesi un giro di vite sui controlli Non mi hanno mai ascoltato. Ormai siamo assuefatti all’ecatombe”

Foto: AMAREZZA Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici

“Blocco di Emergenza” per fermare il flusso del gas all’esterno degli edifici – Proposta Assoedilizia

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Il suggerimento di Assoedilizia e del suo presidente Achille Colombo Clerici

BLOCCO DI EMERGENZA PER FERMARE SUBITO IL FLUSSO DEL GAS ALL’ESTERNO DI OGNI EDIFICIO

L’esplosione da gas di via Brioschi a Milano (tre morti e nove feriti), l’episodio più grave a Milano di questa tipologia di disastri dopo l’esplosione di viale Monza nel settembre 1994, sette morti, e di via Lomellina (2006), quattro morti, si aggiunge a un bilancio pauroso che, secondo i Vigili del Fuoco, in Italia conta in questi primi mesi del 2016  38 esplosioni e 10.625 fughe di gas. Lo scorso anno si sono registrate 177 esplosioni (una ogni due giorni) e oltre 23.000 fughe di gas. Decine i morti, centinaia i feriti, i danni difficilmente calcolabili. Quasi un bollettino di guerra. Ma è possibile che ciò continui ad avvenire, negli anni Duemila ed in un Paese moderno?

Assoedilizia denuncia da decenni l’inadeguatezza e delle norme di sicurezza che regolano le modalità di uso domestico del gas.

“Quando l’odore di gas si diffonde nelle parti comuni o all’esterno dell’edificio – afferma il suo presidente Achille Colombo Clerici – è necessario fermare immediatamente la fuoriuscita del gas.
Sovente non è possibile dare l’allarme ed aspettare l’accorrere del soccorso.
Se il punto di dispersione del gas non è individuato all’interno delle singole unità, intervenire sugli impianti all’interno delle abitazioni risulta inutile.
Occorre bloccare l’emissione a monte, interrompendo il flusso di gas all’intero palazzo/condominio bloccandolo addirittura all’esterno dello stesso edificio.

Per questo l’associazione dei proprietari immobiliari propone l’istituzione di un “blocco di emergenza” dell’erogazione generale in ogni palazzo, azionabile da chiunque sotto la propria responsabilità: un po’ come avviene con i freni di emergenza dei treni (ogni abuso verrà punito reca la relativa iscrizione) dove, in caso di pericolo non è necessario correre a chiamare il capotreno per fermare il convoglio.

Così – nel caso in questione – non sarebbe più necessario chiamare e attendere l’arrivo dei tecnici o dei Vigili del Fuoco per disattivare la rete a monte dei singoli impianti. Ovviamente il costo di tale installazione di sicurezza va addebitato non al proprietario di casa, ma alle aziende erogatrici di questo pericoloso elemento, l’unico “esplosivo” che la legge consente di introdurre nelle abitazioni”.

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Esplosione Gas a Milano in via Brioschi – Scoppio 12 giugno 2016 – Bollettino di guerra – Assoedilizia da vent’anni si batte invano per una maggior sicurezza nelle case

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ESPLOSIONI DI GAS NELLE CASE: UN BOLLETTINO DI GUERRA
COLOMBO CLERICI (ASSOEDILIZIA): QUESTE LE MISURE PER CONTENERLE

Questa mattina un’esplosione in via Brioschi a Milano (zona Navigli) ha provocato una strage: tre morti e nove feriti, tra cui due bambine gravissime. Causa probabile, una fuga di gas nel palazzo.  Si tratta dell’episodio più grave a Milano di questa tipologia di disastri dopo l’esplosione di viale Monza nel settembre 1994, sette morti e di via Lomellina (2006), quattro morti.

Sono troppo frequenti i casi che dimostrano la pericolosità del gas (metano in particolare). E’ quasi un bollettino di guerra. Ma è possibile che ciò continui ad avvenire, negli anni Duemila ed in un Paese moderno?

Il presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici dichiara:

“Seguiamo questo problema da oltre vent’anni in tutta Italia.
Riscontriamo che c’è molta incoerenza nelle norme di sicurezza che regolano le modalità di uso domestico del gas. Emblematica è la storia del metano: il “pubblico” fornisce ai cittadini una materia altamente deflagrante (ricordiamo che esso possiede 5 volte il potere calorifico del vecchio gas di città; da ciò deriva il vero problema ancor oggi irrisolto).

In questo quadro, si potrebbe pensare che il pubblico debba assumersi l’onere di tutelare la sicurezza dei cittadini. Ma ciò non avviene in modo integrale. La normativa non stabilisce infatti che gli enti erogatori ( i quali esercitano un’attività economica, traendone profitto, costituente però al tempo stesso un servizio di interesse pubblico) eseguano, sotto la loro responsabilità, i relativi controlli di regolarità dell’uso e di applicazione di tutte le misure di sicurezza entro e all’esterno delle abitazioni interrompendo l’erogazione in caso di anomalie; non dispone per una assicurazione sociale (come la previdenza e l’assistenza sociali) che risponda, in termini di primo rischio assoluto e con copertura del cento per cento,  sul piano, non solo della responsabilità civile, ma anche del costo di ricostruzione dell’immobile.

Ci si dimentica che non ci troviamo di fronte ad una calamità naturale ineluttabile, come fosse un terremoto od una inondazione, generata dalle forze della natura; ma ad un fatto causato da azioni umane (private e pubbliche) combinate a norme di legge lacunose o distorte.

I controlli della rete di distribuzione del gas a monte del contatore sono a carico dell’ente erogatore che li effettua sotto la sua responsabilità, anche ai fini della responsabilità civile (se qualcosa non va, dovrebbe bloccare subito la erogazione).

A valle dei contatori (cioè nelle abitazioni) i controlli sono a carico dell’ASL.

Si dispone che i fornelli delle cucine non possano essere venduti, se non sono dotati del dispositivo della valvola termostatica, che impedisce la fuoriuscita del gas in caso di spegnimento della fiamma; e poi si permette che in milioni di case continuino ad usarsi vecchi fornelli che ne sono privi.

Non viene disposta l’installazione obbligatoria, all’interno delle abitazioni, di apparecchiature che interrompano automaticamente l’erogazione del gas, o diano l’allarme in caso di perdite dell’impianto.

Gli apparecchi domestici (cucine, forni) andrebbero “blindati” ad evitare manomissioni da parte di chi vuol far un uso improprio di questa sostanza altamente pericolosa (ad esempio per tentativi di suicidio o per minacciare e compiere ritorsioni).

Per contenere se non eliminare il fenomeno Assoedilizia, oltre alle misure di sicurezza suesposte, propone che venga incentivato l’utilizzo di cucine, scaldabagni e impianti di riscaldamento elettrici attraverso:

– agevolazioni per chi opera la trasformazione da alimentazione a gas ad elettricità simili a quelle per il contenimento energetico (contributi delle amministrazioni locali all’installazione e detrazione delle spese in più anni dall’Irpef);

– obbligatorietà della trasformazione per cittadini con età superiore ai 65 anni e per chi ha rivelato problemi psichici;

– per i meno abbienti, tariffe elettriche agevolate, incrementando quanto già previsto oggi dalla legge”.

Foto: Achille Colombo Clerici alla Camera dei Deputati

Achille Colombo Clerici alla Camera dei Deputati

Italia Oggi del 24 maggio 2016 – Riqualificazione energetica dei condomini popolari: bonus anche bypassando la detrazione fiscale – Viceministro Enrico Morando

“Italia Oggi”  del 24 maggio 2016

“Zero tasse per chi decide di investire nelle piccole imprese”
Cristina Bartelli

Morando (Mineconomia) punta alla riqualificazione energetica dei condomini popolari
Famiglie investitori delle pmi – Aliquota zero sul rendimento se aspettano tre anni

DI CRISTINA BARTELLI

Alle famiglie “pazienti” che investono nelle pmi, cioè che sanno aspettare che quell’investimento renda e comunque almeno tre anni, lo Stato garantirà un’aliquota a zero sulla tassazione del rendimento stesso.

E non solo. In arrivo anche un meccanismo per l’ammodernamento energetico di condomini popolari creando delle figure di benefattori energetici che, al posto dei condomini, effettuino i lavori e che siano in qualche modo ristorati dallo stato.

Sono queste alcune delle linee di intervento allo studio del governo nel prossimo provvedimento di rilancio dell’economia tratteggiate dal viceministro Enrico Morando in due incontri: durante il convegno della Cna e durante un incontro con professionisti a Milano

Famiglie pazienti, aliquota zero nei rendimenti. Il Governo tenterà di rendere appetibile l’investimento nelle pmi attualmente ad appannaggio degli istituti di credito.

“Le banche sono uno strumento fondamentale per il credito delle imprese» ha dichiarato Morando, «ma noi dobbiamo riuscire a spostare una parte crescente del risparmio delle famiglie verso il finanziamento diretto delle imprese; quindi abbiamo bisogno di favorire anche fiscalmente gli investimenti delle famiglie direttamente sul capitale di rischio delle imprese, in particolare artigiane e Pmi”.
Il meccanismo, come ha spiegato Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, presente all’incontro di Milano, prevede una detassazione dei redditi prodotti dai nuovi investimenti che esemplificativamente siano stati tenuti bloccati per almeno tre anni.

Riqualificazione energetica dei condomini a basso reddito. La seconda misura allo studio punta a favorire gli interventi edilizio-impiantistici volti all’efficientamento energetico di molti edifici condominiali.

L’intervento di edilizia popolare è di un fondo di capitali esterni specializzato in interventi di risparmio energetico che si sostituisca al condominio nel sostenere le spese. La fonte di finanziamento dovrebbe arrivare non sul reddito dei condomini ma sul risparmio energetico che nel corso degli anni si va a realizzare. In questi casi, spesso, pur in presenza del bonus fiscale, non c’è interesse da parte dei condomini a compiere gli interventi, perché il reddito delle singole famiglie è incapiente in rapporto alla entità della prevista detrazione fiscale del 65% della spesa, pur diluita in 10 anni.

L’idea dunque allo studio prevede la formazione di operatori che siano in grado, a seguito dell’intervento di efficientamento (attraverso un meccanismo finanziario analogo alla cartolarizzazione) di sostituirsi al singolo condomino nel pagamento della spesa per il riscaldamento, per un determinato arco temporale.

“Insomma”, prova ad esemplificare Colombo Clerici, “la detraibilità avverrebbe, non sul piano fiscale, bensì sul piano dei costi di funzionamento dell’impianto, dai quali il condomino verrebbe sollevato”.

Foto: il Viceministro dell’economia Enrico Morando con Achille Colombo Clerici

Enrico Morando con Achille Colombo Clerici

Estratto della circolare dell’Agenzia delle entrate n. 18/E – Spese per l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore

3.1 Detrazione per l’installazione del sistema di contabilizzazione del calore

  1. Si chiede se le spese sostenute per i sistemi di contabilizzazione del calore – che devono essere obbligatoriamente installati nei condomini e negli edifici polifunzionali entro il 31 dicembre 2016, ai sensi del decreto legislativo n. 102 del 2014 – rientrino tra quelle ammesse alla detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
  2. L’articolo 9, comma 5, del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, prevede che per favorire il contenimento dei consumi energetici attraverso la contabilizzazione dei consumi individuali e la suddivisione delle spese in base ai consumi effettivi di ciascun centro di consumo individuale, nei condomini e negli edifici polifunzionali, riforniti da una fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata o da una rete di teleriscaldamento o da un sistema di fornitura centralizzato che alimenta una pluralità di edifici, è obbligatoria l’installazione, entro il 31 dicembre 2016, di contatori individuali per misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità immobiliare, nella misura in cui sia tecnicamente possibile, efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali. Qualora, l’uso di tali contatori non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi, sono installati sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per misurare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun radiatore posto all’interno delle unità immobiliari.

Se i dispositivi in questione sono installati in concomitanza con la sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione – e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione – ovvero con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia, le relative spese sono già ammesse alla detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica ai sensi dell’articolo 1, comma 347 della legge n. 296 del 2006 pari, attualmente, al 65 per cento delle spese stesse per un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.

Se, invece, i dispositivi in argomento sono installati senza che sia sostituito, integralmente o parzialmente, l’impianto di climatizzazione invernale ovvero nel caso in cui quest’ultimo sia sostituito con un impianto che non presenta le caratteristiche tecniche richieste ai fini della citata detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica, le relative spese sono ammesse alla detrazione spettante ai sensi dell’articolo 16-bis, comma 1, lett. h) del TUIR nella misura attuale del 50 per cento trattandosi di intervento finalizzato al conseguimento di risparmio energetico.

Decreto Legislativo 4 luglio 2014, n. 102 “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE. (14G00113)”

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